Google News spagnolo: chiuso

Lo scorso 11 dicembre, la notizia sulla chiusura di Google News España ha provocato una dura reazione da parte del vasto bacino di utenti del colosso americano in Spagna. Google ha specificato che la decisione di interrompere il servizio in territorio iberico, con decorrenza dal prossimo 16 dicembre, è stata resa necessaria dalla recente approvazione da parte del Parlamento spagnolo di una nuova legge sui diritti d’autore. Nella pratica, le nuove disposizioni sul copyright impongono a Google l’obbligo di pagare tutti gli editori spagnoli – compresi i siti internet e i media – per la diffusione del contenuto o di una parte dei loro articoli nella sezione Google News. In questo modo, anche la pubblicazione dell’anteprima o del titolo sarebbe sufficiente per determinare l’addebito a Google di una somma, non ancora quantificata in termini monetari.

A questo proposito, sullo Europe Blog di Google il dirigente di Google News, Richard Gingras, ha espresso le motivazioni della società spiegando che la nuova legge imporrà il pagamento dei diritti di pubblicazione anche agli editori contrari. Inoltre, il servizio è del tutto gratuito e “Poiché Google News non guadagna (nel sito non mostriamo pubblicità), questo nuovo approccio non è sostenibile.” La nuova legge entrerà in vigore il 1 gennaio 2015 e porterà un ulteriore risultato negativo: i link che rimandano a siti internet, pubblicazioni o a qualunque testata giornalistica spagnola verranno rimossi, con un colpo di spugna, da tutte le versioni internazionali di Google News.

In questa vicenda, un ruolo determinante sembrerebbe essere stato giocato dall’Associazione degli editori dei quotidiani spagnoliAEDE che avrebbe fatto la parte del leone per l’approvazione del progetto legislativo. Al contrario, il Parlamento spagnolo ha definito la legge come “necessaria per la tutela dell’industria della cultura e dell’arte locale”, dalle eventuali perdite provocate dalla crescente popolarità delle tecnologie digitali. In ogni caso, nella storia di Google, è la prima volta che un servizio viene chiuso. E anche per gli editori, che hanno voluto con forza il nuovo disegno di legge, esiste un risvolto negativo: i siti internet e le pubblicazioni potranno subire una graduale perdita di visibilità e la conseguente diminuzione delle entrate. Un maggior numero di visite genera, infatti, maggiori introiti pubblicitari. Una legislazione simile a quella spagnola regola il copyright anche in Germania ma, a differenza dei media iberici, quelli tedeschi possono rinunciare in maniera volontaria al compenso economico che Google dovrebbe corrispondere per l’uso dei link. Anche in questo caso, tuttavia, la concessione è stata frutto di un estenuante braccio di ferro tra la lobby editoriale e Google.

Di recente, il consorzio tedesco VG Media ha addirittura dichiarato che Google News è un servizio fondamentale perché genera traffico sui siti dei principali media nazionali. E sembra proprio che la dichiarazione sia stata rilasciata poco dopo l’entrata in vigore della legge che, stando ai dati statistici, ha ridotto significativamente le informazioni trasmesse da Google News e provocato una netto calo delle visite del consorzio.  Casi simili si sono verificati anche in Belgio e in Francia ma entrambi gli Stati sono riusciti a giungere a un accordo velocemente senza ricorrere a soluzioni drastiche come quella spagnola. In ogni caso, il danno maggiore viene arrecato ai milioni di utenti spagnoli e stranieri che perderanno un servizio, rendendo le informazioni di più difficile reperibilità.

Senza un aggregatore dei risultati come Google News, il motore di ricerca potrebbe risultare dispersivo e nebuloso per i meno esperti. Al momento, non resta che attendere futuri sviluppi che guardino con simpatia all’esempio tedesco, se non altro per permettere una diffusione più ampia e che metta in evidenza le notizie.