Brigata Pozzuolo del Friuli: gioiello storico di antica memoria

“Un popolo senza la conoscenza della propria storia, origine e cultura, è come un albero senza radici” scriveva il celebre leader politico e scrittore Marcus Garvey. E a distanza di quasi ottant’anni dalla sua scomparsa, le sue parole si tingono di una veste nuova e attuale. Perché mai come oggi, la comunicazione è uno strumento di conoscenza universale che permette di appropriarsi della ricchezza del passato e di godere del presente, per sentirsi parte di una comunità.

Profonde e ben radicate sono le radici storiche del Friuli Venezia Giulia, terra memore di aspre battaglie in cui i soldati italiani si distinsero per il valore militare, difendendo la Patria anche con il sacrificio della vita. A testimonianza di ciò, la regione conserva oggi uno dei simboli e delle immagini più vivide del suo passato: la Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”.

La Brigata “Pozzuolo” è una delle Grandi Unità dell’Esercito italiano e, da quasi vent’anni, il suo comando ha sede nella caserma “Guella” di Gorizia. Le sue origini risalgono al 1835 con la fondazione della II Brigata di Cavalleria, allora costituita su tre reggimenti: “Piemonte Reale Cavalleria”, “Genova Cavalleria” e “Aosta Cavalleria”. Partecipò alla Seconda e alla Terza guerra d’Indipendenza, conducendo numerose cariche contro la cavalleria austriaca ma è durante la Prima guerra mondiale e, in particolare i fatti d’arme di Pozzuolo del Friuli, che suggella il suo legame con il Friuli Venezia Giulia.

Quella battaglia – di cui la Brigata di Cavalleria porta il nome dal 1959 – costituisce ancor oggi una delle pagine più toccanti della Grande Guerra soprattutto per il legame che la popolazione instaurò con i soldati, che allo stremo delle proprie forze difesero la ritirata dell’Esercito italiano. Asserragliatisi nel Paese, i Reggimenti “Genova” e “Novara” opposero una strenua resistenza al nemico anche grazie ai cittadini che si prodigarono per curare i feriti ed erigere le barricate insieme ai soldati.

Una pagina di storia e valor militare che viene celebrata ogni anno alla presenza della popolazione e degli uomini della “Pozzuolo”, di cui il tempo non ha mutato lo spirito ma solo la struttura, a seconda delle esigenze. Oggi la Brigata fa capo alla neonata Divisione “Friuli” con sede a Firenze ed è costituita dal 4° Reggimento “Genova Cavalleria”, 3° Reggimento Genio Guastatori, Reparto Comando e Supporti tattici, e dai Reggimenti Artiglieria a Cavallo e Lagunari “Serenissima”, dislocati fuori regione. In questa maniera, la Brigata esprime una presenza capillare sul territorio del Friuli fino ad arrivare a Milano e Mestre.

Anche le attività in cui la Brigata è coinvolta sono state progressivamente modellate dalle contingenze storiche e da oltre cinquant’anni di pace. “Al momento, siamo impiegati in due principali operazioni. La prima è “Strade Sicure” che di recente ha visto un incremento del dispositivo di sicurezza a livello nazionale e che vedrà i nostri uomini impegnati principalmente nella piazza di Venezia, Padova, Verona e Vicenza” spiega il Gen. Domenico Pace – comandante della Brigata di Cavalleria – con riferimento all’attività di supporto al mantenimento della pubblica sicurezza portata avanti dal Reggimento Lagunari (Mestre). “Prossimamente, daremo il nostro supporto anche al presidio di sicurezza per EXPO 2015, sfruttando sostanzialmente il nostro reggimento a Cavallo, di stanza a Milano.”

Un impegno costante, quello a livello nazionale, e come illustra il Comandante Pace “che coinvolge durante tutto l’anno i militari nell’attività di approntamento per intervenire in caso di pubbliche calamità, come l’esondazione di un fiume, o di bonifica di ordigni esplosivi risalenti alla Prima o alla Seconda guerra mondiale. In queste attività, il nostro 3° Reggimento Genio ha delle professionalità di spicco pronte a intervenire in caso di necessità”. E lo dimostrano i numerosi interventi di brillamento che dall’inizio dell’anno sono stati effettuati a seguito del ritrovamento, sul greto di un fiume o durante gli scavi per costruire edifici, di bombe di vecchia data ancora inesplose.

“La bonifica dei campi minati, accanto al supporto alla popolazione locale, costituisce anche una delle principali e più delicate attività che la nostra Brigata, attraverso il lavoro dei suoi sminatori, effettua nelle operazioni all’estero”. Dal 2006 il teatro libanese ha visto la “Pozzuolo” impegnata per quattro mandati, di cui “Leonte 14” costituisce solo l’ultima testimonianza del suo impegno in operazioni oltreconfine. Tutto questo è  frutto di duro addestramento, costante aggiornamento e abnegazione che fanno dei militari dell’Esercito italiano degli apprezzati professionisti.

Suscita grande apprezzamento anche la sua capacità di comunicare e creare proficui rapporti con il territorio locale. Da ben sette anni, infatti, con l’ideazione e grazie all’impegno del Capitano Biagio Liotti e della Sezione Pubblica Informazione della “Pozzuolo” si tiene con successo il Seminario Informativo sulla Comunicazione, coinvolgendo non solo il personale militare ma anche i cittadini di Gorizia, divenuti ormai parte integrante dei lavori.

Rapporti ulteriormente consolidati attraverso l’impegno energico e l’entusiasmo del comandante Pace che non cela la soddisfazione. “L’attività di scambio e il legame con le istituzioni e il territorio locale, come ha dimostrato il settimo Seminario sulla Comunicazione è motivo di forte orgoglio per noi perché l’Esercito italiano è, in tutto e per tutto, espressione della comunità. Siamo una risorsa per il Paese, al servizio degli interessi nazionali e il confronto fa bene a tutte le istituzioni – a noi come Forza Armata – perché regala un’opportunità di crescita: per noi se possiamo dare qualcosa agli altri e viceversa e per gli altri che trasmettono a noi il loro punto di vista.