Berlinale, l’Orso d’oro ad un thriller cinese

La Cina trionfa a sorpresa al 64esimo Festival del Cinema di Berlino con l’Orso d’oro e l’Orso d’argento per l’interpretazione maschile (Liao Fan) al fosco noir Black coal, thin ice di Diao Yinan e con il premio al miglior contributo tecnico alla fotografia di Tui na (Blind massage) di Lou Ye.

Completa il palmarès con gli occhi a mandorla l’Orso d’argento come miglior attrice alla giapponese Haru Kuroki per la sua performance in The Little House di Yoji Yamada, mentre miglior attore, come anticipato, è il cinese Liao Fan, connazionale di Ynan e protagonista del suo film: “Ho appena compiuto 40 anni, non potevate farmi un regalo migliore”, è stato il suo commento ‘a caldo’.

“La Cina è presente come mai prima d’ora, con ben tre pellicole in concorso, sei nella sezione Panorama e una quindicina sparse nelle altre sezioni del Festival. In Cina solo nel 2013 sono state aperte 15.000 sale. Non c’è molto da aggiungere sul significato che il cinema cinese acquisterà nei prossimi anni”, così aveva commentato il direttore del festival Dieter Kosslick alla vigilia del festival.
Accolto trionfalmente dalla critica internazionale, che lo ha favorito fino all’ultimo, Boyhood di Richard Linklater si è dovuto ‘accontentare’ del secondo premio, vale a dire l’Orso d’argento per la migliore regia: un po’ poco per un film girato nell’arco di dodici anni, che attraverso il racconto della vita di Mason dai primi giorni dietro i banchi della scuola elementare fino all’ingresso al college, è un intenso ritratto dell’America post 11 settembre, dei suoi cambiamenti sociali culturali e politici.

Il Gran Premio della Giuria, composta tra gli altri dagli attori Cristophe Waltz e Greta Gerwig e dal regista Michel Gondry, è andato a The Grand Budapest Hotel di Wes Anderson, che assente dalla premiazione, ha mandato un biglietto per ricordare i leoncini vinti a Venezia e le palmette di cioccolato vinte a Cannes, rallegrandosi del “primo vero premio metallico della mia carriera”.

Una standing ovation ha accolto Ken Loach sul palco del Berlinale Palast, dove il regista britannico ha ritirato l’Orso d’Oro alla carriera consegnatoli dal regista ceco Jirí Menzel.
Discutibile la scelta di assegnare l’Alfred Bauer Prize per il ‘film che apre nuove prospettive’ a Life of Riley-Aimer, boire et chanter del 92enne Alain Resnais, film ispirato ad una piéce teatrale di Alan Ayckbourne proprio come la sua opera precedente Cuori.

Di seguito, la lista delle premiazioni:

ORSO D’ORO PER IL MIGLIOR FILM
Black Coal, Thin Ice (Bai Ri Yan Huo), directed by Diao Yinan

ORSO D’ARGENTO – GRAN PREMIO DELLA GIURIA
The Grand Budapest Hotel, directed by Wes Anderson

ORSO D’ARGENTO – PREMIO ALFRED BAUER PER UN FILM CHE APRE NUOVE PROSPETTIVE
Life of Riley (Aimer, boire et chanter), by Alain Resnais

ORSO D’ARGENTO PER IL MIGLIOR REGISTA
Richard Linklater for Boyhood

ORSO D’ARGENTO PER LA MIGLIORE ATTRICE
Haru Kuroki in The Little House (Chiisai Ouchi), directed by Yoji Yamada

ORSO D’ARGENTO PER IL MIGLIOR ATTORE
Liao Fan in Black Coal, Thin Ice (Bai Ri Yan Huo), directed by Diao Yinan

ORSO D’ARGENTO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA
Dietrich Brüggemann, Anna Brüggemann for Stations of the Cross (Kreuzweg), directed by Dietrich Brüggemann

ORSO D’ARGENTO PER IL CONTRIBUTO TECNICO
Zeng Jian for the camera in Blind Massage (Tui Na), directed by Lou Ye

MIGLIOR FILM D’ESORDIO
Güeros, directed by Alonso Ruizpalacios