Barcolana 2014, il giorno dopo

Lunedì d’ottobre, il giorno dopo la Barcolana.. arrivare a Trieste su strade quasi deserte.. sembra di vivere la meritata quiete, dopo che la tempesta di persone riversate in città e lungo tutta la costiera hanno cercato il miglior angolo per annusare e sbirciare il sapore della festa in mare, la gioia e la vivacità del contorno. Eppure il mare era sonnolento e il vento addirittura assopito.. ma a Milano era molto peggio, il grigio non dava speranza, l’autunno si apriva la strada con prepotenza e nessuno spinnaker colorato suscitava emozioni! 2000 barche in mare per il piacere di esserci, per esorcizzare l’estate che saluta e se ne va o per augurare un ottobre ancora clemente… ma a Milano pioveva e alzare la persiana al mattino non è stato sufficiente per spegnere la luce. Chissà se i triestini, spesso superficiali fino allo snobbismo, conoscono il valore del tesoro che hanno o del regalo che la natura ha fatto loro. C’era bonaccia ma la festa non si è fermata, perchè c’è sempre il Piano B; 2000 barche a rilento in cerca della bava di vento equivalgono a diverse migliaia di panini, pastine e soprattutto bottiglie di vino necessarie alla danza propiziatoria del vento che si nasconde e non ha intenzione di mostrarsi.

La Barcolana richiama l’orgoglio dei locali alla loro vetrina annuale, ma richiama sempre più persone in città a godere del clima straordinario che invade il golfo e le strade. Non c’è una lontana strategia di marketing per l’attrazione turistica, né la pubblicità invasiva sui media, ma solo un appuntamento immancabile, roba da “mercoledì da leoni”, dove esserci è quasi un dovere, anche se in realtà è un puro divertimento. Però a Milano l’uggia entrava ovunque e per strada nessuno sembrava voler sorridere. In mare, mille Davide ogni anno cercano di sfidare Golia, consapevoli che condizioni metereologiche balorde favoriscono i colpi di mano.. quest’anno la piccola (ma cattiva) Illyteca ha rischiato di raggiungere sulla linea la plurivincitrice e favorita Esimit: brivido lento. Passerella e complimenti per tutti, in mare ci si scanna per la precedenza, a terra si brinda tutti assieme.

Molti vorrebbero una Barcolana al mese per godere della vitalità che porta, ma le feste, si sa, sono tali perchè arrivano una volta all’anno, tuttavia è evidente che Trieste ha tutto quel che serve per inventarsi altri appuntamenti internazionali, a cominciare dalla sua centralità europea, che, però, noi stessi ancora fatichiamo a vedere. Tutti col naso rivolto ad Ovest, quasi resistesse nelle nostre menti l’odiata Cortina di ferro. Al vecchio e bellissimo stadio del ghiaccio c’era Milano Golosa, appuntamento immancabile per gourmet e addetti ai lavori, soprattutto italiani, che tra breve si rivedranno a Torino, poi a Lecco e nelle cento altre manifestazioni che si organizzano per mostrare vetrine d’eccellenza. A Davide Paolini, giornalista illustre e ideatore dell’evento, ho scherzosamente fatto pesare la presenza di un triestino a Milano il giorno della Barcolana, lanciando l’idea di una Trieste Golosa per il futuro, per avere una sede ancor più bella e soprattutto un pubblico diverso, centroeuropeo, che possa degustare le meraviglie del Made in Italy. Mi ha fissato incuriosito e interessato.. chissà.