Assetto urbano contemporaneo: Cooperazione

Oggi si torna a misurare le grandi potenzialità di un assetto urbano, palcoscenico complice il restauro della Centrale Idrodinamica alla presenza dei più importanti esponenti del mondo dei Beni Culturali tra i quali l’architetto Pirzio Biroli. Promuovere, cooperare, accogliere, reinventarsi continuamente a ridisegnare i confini: azioni che possono dare un lancio decisivo per incentivare anche gli scambi commerciali.

Architetto, ancora una volta lei si trova  a Trieste , in occasione del restauro della centrale idrodinamica un momento importante perché rappresenta il fiore all’occhiello di un porto, il porto vecchio molto discusso, che sensazioni  prova, ma soprattutto ogni volta che torna a Trieste  cosa sente? 

“Ho una sensazione di una città con un gran potenziale non utilizzato. La conquista del Porto Vecchio all’interno del tessuto della città deve passare attraverso delle regole, bisogna allearsi a queste regole che possono essere proposte dall’Autorità portuale perché dentro di esse ci sono le istituzioni che sono necessarie per creare le cooperazioni, che non si creano attraverso separazioni o  contrasti ideologici, si crea lavorando insieme e forse manca a Trieste questa solidarietà che esiste ed è una predominante forte nelle città anseatiche. Un altro aspetto può essere la mancanza di una presa di coraggio verso investimenti che seguano un canale di internazionalizzazione, verso  imprese di carattere internazionale che si propongono per investire. Chiamare una grossa impresa e avere una reazione negativa ed esserne intimoriti, non è necessario.”

Il paese europeo, geograficamente, è talmente piccolo che si arriva da un posto all’altro molto velocemente. Io lavoro in Polonia, in Germania, in Portogallo, ad Amburgo, tengo delle lezioni  presso la Miami University e in questi spostamenti noto che ovunque si cerca specialmente lo scambio di esperienza e prendere coscienza di questo significa capire tutto il meccanismo – afferma l’architetto Piroli.

Quali sono gli attori che possono essere coinvolti?

“I protagonisti sono quelli che conoscono la storia del porto, non possono essere degli attori che vengono da fuori. I protagonisti possono essere i vecchi curatori che hanno scritto i testi principali, coinvolgere le persone che conoscono la storia e il vissuto, di chi sa tutto perché è sempre stato li. È necessario chiamare persone esperte e conoscenti della storia dei luoghi, per esempio, La Dott.ssa Caroli  esperta per archeologia industriale” Ne posso dedurre che, la città è una successione di strati culturali e sociali oltre che storici, di frammenti e motivi fisici, ogni paese possiede un bagaglio stratificato da poter cedere agli altri paesi, cooperando e inter-scambiandosi. Il dinamismo che ne viene scaturito, deve essere emanato dall’insieme, che può sfociare in un contributo innovativo. La partecipazione è un opportunità che coinvolge le persone a costruire la propria identità di riconoscersi in una comunità di riappropriarsi del proprio ambiente di vita. In occasione dell’ incontro internazionale avvenuto l’anno scorso, che ha toccato quattro tappe in tutto sedi di porti storici, ovvero  Lubecca, Amburgo due volte, a Stoccolma incontrando l’Autorità portuale, in queste occasioni non  abbiamo avuto altro che uno scambio di informazioni scientifiche – così afferma Piroli.

Senza capitali come si possono creare cooperazioni?

Bisogna avere il coraggio di non chiudersi nelle tre imprese più strette territorialmente, per cui ho una grande stima e sono grande sostenitore, ma  bisogna entrare in un  contesto internazionale essendo consapevoli che incentivando la partecipazione di imprese internazionali si può andare in contro alla  possibilità di aver le operazioni di rigenerazione urbana, il rilancio che da un lato costituisce una competizione per la sopravvivenza del ruolo economico della città nell’ambito sia nazionale che internazionale, dall’altro incentiva l’avvio di processi di riqualificazione degli spazi urbani. Berlino, Lisbona, Stoccolma, Parigi  e in Italia Genova e Torino, hanno  investito sulla valorizzazione delle risorse naturali, economiche e architettoniche attraverso interventi mirati a valorizzare e recuperare selena gomez pokies il territorio urbano.

La città di Trieste come potrebbe reagire a queste cooperazioni, c’è una  preparazione culturale?

“Il problema non è la preparazione culturale necessaria per affrontare un percorso che ci deve essere, ma il proporsi. Io insieme a tutto il gruppo instaurato abbiamo proposto a spese proprie il marketing del restauro. Il problema è la cooperazione con gli enti di Trieste che dovrebbero proponendosi quali partner, non come città che rivendica il possesso di una sua parte comunque attratta dalla sua grande potenzialita.” Il restauro va costruito anche con il rapporto con gli enti. Se Trieste si sviluppasse verso una forma metropolitana, se la sua forma giuridica si sviluppasse con orientamenti in varie direzioni come, ad esempio la città asiatica, oppure avvicinandosi ad un impronta similare alla città di Amburgo, Trieste, sarebbe molto più potente.  Il grande problema è un forte input verso una cooperazione, verso un impegno di internazionalizzare. “ Un pensiero oggi ancora più in questo periodo e ascoltando la grande esperienza dell’architetto Piroli è quello volto alla ricerca continua di strategie in grado di produrre risposte concrete alle sfide poste dalla complessità della città contemporanea che nell’assetto urbano trova la sua dimensione come strumento Forse sono ancora in essere confronti paralizzanti con antiche situazioni nazionali virtuose e dominate da figure che dovrebbero aver uno slancio più energetico verso la cooperazione..

Bibliografia

Ha svolto corsi come Visiting Professor per tre anni al College of Environmental Design di Berkeley – Department of Architecture – University of California; all’Università di Potsdam, Dipartimento di Architettura e Progettazione Urbana e all’Università di Lubecca, University of Applied Sciences – Architettura e Progettazione Urbana, in Germania; e per tre anni al Politecnico Federale di Zurigo, ETH Svizzera, Dipartimento di Architettura. Ha svolto seminari di progettazione a Palo Alto, Harward, Darmstadt, Londra, Monaco, Vienna ecc. Attualmente insegna alla Donau Universität, Austria, Dipartimento per le costruzioni e per l’ambiente, materia: “Risanamento urbano e rivitalizzazione dei borghi storici”.

Ha partecipato a concorsi di progettazione nazionali e internazionali e a tre Biennali di Architettura di Venezia.

Nel 1994 ha vinto il “Premio Piranesi” in Architettura, progetto: “Parco del Cormor-Padiglione degli Incontri e delle Feste” di Udine, Italia; opera realizzata con fondi ministeriali.

Nel 2002 ha vinto il concorso di progettazione “Region Aktiv”, in Germania, per progetti di restauro del paesaggio e dei borghi rurali, con il Masterplan del territorio sud-est di Lubecca; in corso di realizzazione con fondi europei. Negli ultimi 15 anni ha realizzato interventi innovativi per aggregati abitativi del tipo “borgo rurale”. Nel 2004 ha vinto il concorso internazionale di progettazione con pre-selezione, con lo Studio Bothe Richter Teherani di Amburgo per il restauro e riqualificazione dell’area Canale Ponte Rosso-Piazza S.Antonio, con il Master Plan delle Rive nella città di Trieste; è in corso il progetto preliminare per la realizzazione. Ha elaborato una proposta di “town design” per il riuso di Porto Vecchio a Trieste.

Ha recentemente realizzato con fondi europei il restauro e ricostruzione del paesaggio storico di Potsdam (Germania) su 2000 ettari e il Masterplan di riqualificazione dell’assetto agro-idro-geomorfologico del paesaggio rurale e dei borghi rurali di Vale do Lima (Portugal) su 20.000 ettari.

Nel 2011 ha consegnato in Portogallo all’Amministrazione di Arcos de Val de Vez il progetto del Museo dell’acqua open-air lungo il fiume Vez con 75 proposte di interventi di restauro e ripristino di architetture idrauliche e di archeologia industriale, che verranno realizzati con fondi europei nel corso del 2012.

È in preparazione una sua mostra su questi lavori all’Urban Center di NY, invito della Metropolitan Waterfront Alliance, Madison Ave. A Manhattan N.Y. U.S.A. ha infatti proposto progetti di riqualificazione urbana, sul waterfront Hudson River e East River, insieme al Politecnico di Zurigo.

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redatta con Isabella Urso