Antonella Caroli in: “Dialogo tra istituzioni e privato” .

in pH. da sinistra Antonio de Paolo (cda ITCMP), Walter Sinigaglia (Segretario Generale APT) ed Arrigo Bonutto (Presidente Gruppo Autostar).

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La Centrale idrodinamica deve diventare il fulcro non solo del porto ma di tutta la città….ma chi la visita se lo deve meritare.

I beni culturali in questi giorni, in questa città dove si cerca di distruggere tutto, dove parlano sempre i soliti “uomini”, dove si contano i soldi e le persone, trascurando giovani, donne e persone intelligenti, stanno dando la prova della loro esistenza e del loro valore “d’impresa”. Ora la Centrale Idrodinamica ha ripreso a funzionare e a dare energia… ma non basterà, così come nel 1913, nel prossimo 2013 ricomincerà a funzionare la sottostazione elettrica di riconversione perchè sarà necessaria altra energia.

L’URSUS con il suo silenzio “di ferro” ci sta parlando e ci chiama a raccolta, a un giovane, Francesco La Bella,  è arrivata l’idea di usarlo ed è riuscito a realizzarla, prendiamo esempio invece di trovare sempre un pretesto per brontolare in piazza Unità girando da un bar all’altro….Comunque tutto questo non ci basta dobbiamo riempire il Porto vecchio, valorizzare i magazzini storici e per favore, non respingiamo gli imprenditori con il pretesto del porto franco. Togliamo gli archivi e i beni culturali dalle cantine e liberiamoli dalla polvere…. facciamo risorgere i tesori nascosti…. mettiamoli in circolazione e diventeranno impresa. Il primo evento dedicato alle macchine, a soli pochi giorni dall’inaugurazione della Centrale, è stato curato proprio dai giovani in stretta collaborazione con l’Autorità Portuale e con l’Istituto di cultura marittimo portuale. Arriveranno altri eventi in collaborazione con i porti e le compagnie di navigazione di Amburgo, di Stoccolma, di Danzica, del Giappone, con i musei delle macchine delle città di Praga, di Monaco e tante altre iniziative che rimetteranno in funzione i cervelli di questa città.

Il pontone Ursus, gli scalandroni, le gru idrauliche e gli edifici di pregio, abbandonati per lunghi anni, in questa città dove si pensa ad altro, a riesumare i compagni di scuola (ma a chi importa?) e a dividersi Klonopin Online in piccole bande come all’ asilo, riemergono da quell’apatia e ignavia che hanno caratterizzato anche gli uomini di potere che li hanno trascurati.

Ci sono quelli che hanno detto infamie tremende sui beni culturali, incapaci di capire il loro valore d’impresa, che si sono preoccupati soltanto della loro immagine, riempendo le sale dei convegni dove non c’è spazio per la parola di tutti…..ma solo per le loro parole…

Chiediamo proprio a questi, che ogni giorno sono pronti ad attaccare le scelte e le persone, di farsi interrogare sui temi caldi della città. Ben vengano anche i convegni sul porto franco e che tutti quelli che ne parlano portino i loro compiti, il registro dei loro interventi, ma soprattutto delle procedure messe in itinere (atti e documenti prodotti durante i loro mandati) e non solo parole e idee. Si dice anche quel presidente aveva avuto un’idea….ma poi cosa ha fatto ?? Il restauro della Centrale e della sottostazione non è il frutto di idee ma di un lavoro costante e continuo. Bisogna togliersi i grembiulini (e non solo quelli dell’asilo), cominciare a diventare adulti e superare la sindrome del Peter Pan (troppo diffusa). Bisogna smetterla di vivere sotto condizione, di aver paura di parlare e soprattutto delle ritorsioni conseguenti.

Purtroppo vigono ancora comportamenti obbligati, imposizioni, negazioni della libertà personale, non ci si oppone per non avere amare soprese o incorrere in azioni punitive non tutti possono uscire dal silenzio. C’è gente che soffre senza poterlo manifestare e lentamente si distrugge l’identità mentre ci sono altri che, approfittando della situazione, se ne prendono tutti i vantaggi. Il silenzio comunque non paga, la disciplina diventa atto di sottomissione in una società dove la meritocrazia non esiste. Bisogna poter ricominciare a vivere … un bene culturale abbandonato può rinascere… ma anche la propria vita è un bene …e bisogna difenderla… la rassegnazione è invece un lento suicidio.

E’ arrivato il momento per innescare nuovi processi di sviluppo, ma per fare questo bisogna premiare l’impegno, l’onestà e la bravura, riconoscere il merito, essere competenti e impegnarsi di più e soprattutto valorizzare le donne e le persone intelligenti.

La Centrale idrodinamica deve diventare il fulcro non solo del porto ma di tutta la città….ma chi la visita se lo deve meritare.