Una ristrutturazione dallo sviluppo sostenibile

Anticipare o intercettare? Una ristrutturazione dallo sviluppo sostenibile

– volume 2,
ovvero come attivare un processo di rigenerazione urbana attraverso un workshop/concorso di co-progettazione destinato agli studenti delle scuole superiori di Trieste

di Marco Svara (urbanista e vicepresidente di MANIFETSO2020)

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Distribuite un questionario anonimo a circa 1200 studenti appartenenti a due scuole superiori di Trieste1 chiedendogli di raccontare le criticità e le potenzialità della loro struttura scolastica, partecipando attivamente ad un processo di cittadinanza attiva2.

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Prendete un edificio pubblico di quasi 180 mq inutilizzato da più di un decennio3 localizzato in prossimità di questi due istituti e selezionate 24 studenti appartenenti alla Scuola Edile – Edilmaster e agli Istituti per Geometri Max Fabiani e Žiga Zois (scuola per geometri con insegnamento in lingua slovena).

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Divideteli in 4 gruppi misti ed affidate a ciascun team un giovane tutor. Rinchiudeteli in una biblioteca attrezzata per 6 giorni dopo averli fatti scorrazzare nell’area di progetto per un sopralluogo durato meno di 8 ore.

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Fornite loro, poi, i risultati dell’analisi critica dei questionari chiedendogli di interpretarli come se fossero le richieste di una “committenza” allargata che vede l’edificio inutilizzato precedentemente citato come un’opportunità, a seguito di una sua efficace ed efficiente riprogettazione, per migliorare lo stato attuale delle “cose”.

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Approvvigionateli con una serie di 12 conversazioni informali realizzate da altrettante figure professionali (più o meno giovani) che hanno avuto la responsabilità di ispirare il loro lavoro portando al contempo esperienze personali e riferimenti internazionali.

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Mettete in competizione tra loro questi 4 gruppi pre-allarmando una sezione di Decorazione Pittorica del Liceo Artistico locale (il Liceo e Istituto d’Arte Enrico e Umberto Nordio), la quale, durante il mese di Maggio, ha realizzato il materiale di comunicazione a supporto dei singoli progetti nonché l’allestimento della mostra dei lavori realizzati durante il workshop. Mostra “lampo” iniziata e conclusasi lunedì 3 giugno all’interno del Museo Revoltella di Trieste – Galleria d’Arte Moderna7, durante la quale una giuria composta dagli stakeholders del progetto (referenti di ognuna delle 6 scuole partecipanti, degli Enti Locali oltreché alcuni dei giovani professionisti intervenuti durante la fase di co-progettazione), hanno valutato i singoli progetti di riattivazione, la qualità della narrazione pubblica degli stessi e l’allestimento.

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Aggiungeteci il sostegno da parte di una Provincia, quella di Trieste, attenta ad anticipare i tempi per un inserimento competitivo nelle dinamiche lavorative della fascia più giovane della popolazione locale intercettando nuove forme di progettualità partecipata.
Date il tutto in mano ad un team eterogeneo under 30 di architetti, urbanisti, designer, fotografi, grafici, economisti, sociologi e futuri avvocati interessati ad attivare dal basso processi di rigenerazione urbana, ovvero l’Associazione MANIFETSO20208.
Sedetevi e rilassatevi non senza quel pizzico di trepidante attesa e febbrile curiosità, pronti ad osservare i risultati generati dall’agitazione di questa mixité di ingredienti oltreché a fantasticare su quale sarà il progetto vincitore del mini-concorso, ufficializzato venerdì 7 giugno presso la Sala del Consiglio della Provincia di Trieste.

Fate un bel respiro profondo socchiudendo leggermente le palpebre. Cialis Online

Contate fino a dieci cercando di liberare la mente.

Ora raddrizzatevi sulla sedia e sgranate bene gli occhi.

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 ph. Sergio Paoletti

Avvicinate il vostro sguardo al monitor ed immaginate come questa attività di workshop interna al processo di Agenda 21 Locale per la Scuola di Trieste, ormai giunta alla seconda edizione (grazie alla prima edizione è stato possibile dare il via alla riattivazione, con le medesime modalità, di uno spazio inutilizzato di 65mq interno ad un altro Istituto Scolastico Superiore), possa configurarsi come un dispositivo d’analisi e riflessione sullo stato attuale delle “cose” e di come queste “cose”, attraverso un loro ripensamento, possano essere capaci di alimentare processi trasversali e paralleli di crescita e sviluppo tanto personale quanto comunitario.

Ipotesi progettuali, quelle realizzate dagli studenti, certo alleggerite da una serie infinita di limiti e velleità (dovuti soprattutto alla giovane età dei partecipanti tutti under 18), ma così realistiche e interpretative delle volontà della committenza che potrebbero (o dovrebbero) far arrossire l’intera tribù di progettisti italiani facendoli riflettere tanto sul ruolo della loro figura professionale quanto su quello dello strumento progetto in se.
Proposte sostenibili a 360°, tanto dal punto di vista economico quanto da quello sociale ed ambientale, capaci di spaziare dalla costruzione di un software per l’accesso nello spazio trasformato in laboratori simil-arduino completamente autogestiti dagli studenti10, a strutture di supporto agli orti urbani intergenerazionali da realizzare negli interstizi della parte scoperta limitrofa all’edificio focus11, dalle aule studio polifunzionali impreziosite da una risistemazione esterna completamente dedicata al mondo delle due ruote e dello skateboard12, alla totale ridistribuzione e ri-organizzazione dei flussi di mobilità in entrata, uscita ed attraversamento dell’area target13.

Bene.

Ora non vi rimane altro da fare che leggere le motivazioni che hanno portato alla scelta del gruppo vincitore e, ovviamente, i nominativi dei componenti del gruppo (compreso il tutor).

Suspance.

And The Winner Is…

Rullo di tamburi…

La gente bisbiglia spazientita ed elettrizzata…

Qualche colpo di tosse in sottofondo…

Un forte e chiaro “moveveeee…” (muovetevi in triestino)

Vince questa seconda edizione del workshop “Una ristrutturazione dallo sviluppo sostenibile”, sia per quanto riguarda la sezione “progetto” che per quella “allestimento”, Bio Minds – Grow up your ideas con tutor arch. Alice Liani e studenti Dennis Cucchi, Astrit Ramadani, Daniela Adda, Luca Coslovich, Andrea Russignan, Margherita Ruzzier, Gaia Agozzino, Marisol Mongiovì, Delphi Moerpurgo e Anna Debortoli (alla faccia delle quote rosa).

“Il progetto, al contempo semplice ed innovativo, si distingue per la capacità di interpretare i trend contemporanei (orti urbani, spazi polifunzionali, mixité e compresenza di popolazioni nell’area bersaglio, chiara sostenibilità ambientale, economica e sociale dell’iniziativa, utilizzo di energie rinnovabili, coerenza con la programmazione europea, ecc…) attivando un processo di rigenerazione urbana a servizio tanto degli studenti delle scuole superiori che dell’intera comunità rionale e comunale, focalizzando strategicamente l’attenzione sulle modalità di partecipazione ed interazione da parte della cittadinanza durante l’intero iter che dalla stesura dell’idea passa alla sua concretizzazione e gestione”.

Come si dice dalle parti della città più ad est d’Italia: bravi muli e mule!