Amerigo Vespucci, marchio italiano nel mondo

Curzio Pacifici, Capitano di Vascello della storica nave scuola ambasciatrice Unicef dal 2007

Oltre quindicimila visitatori in tre giorni a Venezia; un equipaggio di 310 persone, di cui il dieci per cento sono donne. Numeri impressionanti, quelli della nave Amerigo Vespucci: una nave scuola che è un vero e proprio simbolo italiano, rivestendo oltretutto i panni di ambasciatrice Unicef dal 2007. La sua nascita risale al 1931 ed il marinaio con più anzianità di servizio a bordo
è il nostromo Giulio D’Elia, con vent’anni d’esperienza sulla nave: una storia lunghissima e importante alle spalle, come ci racconta il Capitano di Vascello Curzio Pacifici, in carica dal 2012.

Innanzitutto ci racconti la sua esperienza: com’è arrivato, dagli inizi, fino all’Amerigo Vespucci?
Al termine del percorso accademico, ho partecipato ai corsi di pilotaggio presso la US Navy, conseguendo i brevetti di Pilota di Ala Fissa ed Ala Rotante. Rientrato in Italia, sono stato imbarcato su diverse Unità della Squadra Navale tra cui il Cacciamine Termoli, la Fregata Bersagliere e il Cacciatorpediniere Mimbelli, nella Base Navale di Spezia e Taranto, assolvendo numerosi incarichi operativi. Nel corso di questi imbarchi ho partecipato alle missioni in Mar Adriatico
ed in Golfo Persico, sia sotto bandiera NATO che UE. Successivamente sono stato destinato presso il Comando Operativo di vertice Interforze (COI) come Ufficiale di staff del Capo di SM. Nel novembre 2004 ho assolto l’incarico di Capo Ufficio Supporto al Volo del 6° Reparto Aeromobili presso lo Stato Maggiore Marina; nel settembre 2006 sono stato destinato presso il Quartier Generale NATO a Norfolk – USA (Allied Command Transformation – ACT), quale responsabile della policy della Education & Training delle Forze alleate. Dal 1 ottobre 2009 al 30 settembre 2012 sono stato Vice Capo del 6° Reparto Aeromobili dello Stato Maggiore Marina e dal 29 ottobre 2012 sono al Comando della Nave Scuola “Amerigo Vespucci” della Marina Militare.

Per fare questo tipo di mestiere ci vuole una certa attitudine: quali caratteristiche deve avere un allievo ufficiale?
Un Ufficiale di Marina deve essere pronto ad affrontare tutte le sfide che gli si presentano davanti, nel corso dell’intera carriera. Sin dal primo anno in Accademia Navale, molte sono le prove alle quali si è sottoposti, sia come “singolo allievo” che come “membro di un gruppo” avente una propria ben definita identità, che cresce e si amalgama nel tempo grazie alle continue esperienze ed al diurno addestramento. In questo iter, il periodo a bordo del Vespucci costituisce una esperienza unica, in cui tradizione e cultura marinaresca diventano un bagaglio ineguagliabile per ogni Ufficiale di Marina.

Che ne pensa dell’educazione e della disciplina dei giovani d’oggi? È qualcosa che si è perso un poco, vero?

L’eccessiva libertà crea confusione nei giovani d’oggi: la disciplina consiste nel dare gli strumenti al giovane per vivere bene e i giovani hanno pochi punti di riferimento. L’Amerigo Vespucci è una grande famiglia, una squadra composta da piccoli ingranaggi parte di un grande meccanismo nel rispetto della tradizione, ma affiancata dall’innovazione.

“Non chi comincia, ma quel che persevera” è il motto legato all’Amerigo Vespucci: ce lo può spiegare?
Ogni nave della Marina Militare ha un motto che la accompagna per la sua intera esistenza e diventa parte integrante dello spirito della nave stessa; quello del Vespucci è un aforisma, peraltro attribuito al grande Leonardo da Vinci, che ben si affianca ad un ambiente di elevatissimo ingegno umano, di formazione ed addestramento all’arte marinaresca, dove appunto gli allievi dell’Accademia Navale, al termine del loro primo anno accademico, hanno un vero e proprio battesimo del mare entrando in simbiosi con quell’elemento che li accompagnerà per tutta la loro vita, privata e professionale. Il motto si sedimenta da sempre nel cuore dei cadetti, una saggezza destinata a non mutare nel tempo, come gli animi, fieri e forti, di chi ha solcato il mare ed ha imparato a conoscerlo a bordo di Nave Vespucci.

Si può dire che l’Amerigo Vespucci sia un prodotto d’eccellenza del “Made In Italy”? Se sì, quando conta oggi il prodotto italiano?

L’Amerigo Vespucci è sicuramente un prodotto d’eccellenza del “Made in Italy”
e tra le varie funzioni che assolve, oltre all’addestramento degli allievi Ufficiali ed attività prettamente “duali” (ovvero che prevedono l’impiego di mezzi militari per scopi non propriamente militari come nel caso, ad esempio, di impieghi per scopi di protezione civile nel caso di calamità, sociali o scientifici) vi è anche quello di promozione dell’immagine dell’Italia nel mondo. Progettata e costruita interamente in Italia grazie all’abilità delle maestranze che hanno contribuito alla sua realizzazione ed alla sua manutenzione nel corso degli anni, l’Amerigo Vespucci è l’esempio tangibile della qualità dei prodotti nazionali e dell’operato degli italiani, apprezzati in tutto il mondo.

Parlando proprio di “Made In Italy”, l’Amerigo Vespucci mantiene le tradizioni della manifattura del nostro paese? In che cosa riusciamo, secondo lei, a differenziarci dagli altri sul mercato?
L’Amerigo Vespucci confermo è un’eccellenza non solo della Marina Militare ma dell’Italia tutta. Mantiene in essere tutte le tradizioni della grande manifattura italiana, esempio ne è il grande lavoro di ricostruzione cui la Nave è stata oggetto a seguito dei lavori di ammodernamento (AMV/PVO – ammodernamento mezza vita/prolungamento vita operativa), che, durati oltre due anni, hanno visto il fondamentale contributo delle maestranze arsenalizie della Spezia
e dell’industria privata, senza le quali non si sarebbe potuto completare la “ciclopica impresa” di ammodernamento dell’Unità.

L’addestramento si svolge con campagne addestrative intorno al globo: un periodo non facile, ma formativo. Quanto è difficile riuscire a superare questo scoglio?

La “vita di bordo” è impegnativa su tutte le navi della Marina Militare; il Vespucci non fa eccezione in questo. Per i giovani allievi ufficiali l’imbarco sull’Amerigo Vespucci rappresenta il vero e proprio “battesimo del mare”: qui infatti, si è impegnati durante tutto il giorno, nei lavori tipici del marinaio e, in aggiunta, nei servizi di guardia, che prevedono lo svolgimento e l’apprendimento delle attività di bordo relative allo specifico settore di appartenenza. Vi sono inoltre periodi dedicati allo svolgi- mento di lezioni teoriche di navigazione e astronomia, oltre a briefing di carattere professionale e storico-culturale. Tenacia e voglia di apprendere sono sicuramente elementi essenziali che contribuiscono al superamento di questo primo intensissimo periodo addestrativo.

Lei avrà visitato molti posti: ce n’è qualcuno che le è rimasto particolarmente nel cuore?

Nel corso della carriera a bordo di varie navi i porti ed i mari toccati sono stati molti, ma direi che di particolare emozione sono stati proprio nella Campagna di Istruzione del 2013 a bordo del Vespucci la navigazione fluviale sul Tamigi e sul fiume Elba. Queste navigazioni, della durata di oltre diciotto ore con un assetto di massima reazione e prontezza, sono state delle esperienze uniche ed indimenticabili; l’estrema vicinanza alla costa, le continue accostate, il variare della corrente, le barriere di ausilio alla navigazione, sono soltanto alcune delle molteplici caratteristiche che hanno fatto da scenografia in queste navigazioni, di forte impatto formativo ed emotivo per gli Allievi e per l’Equipaggio che si sono alternati nelle varie guardie, e del sottoscritto che seguito e condotto dalla plancia l’intera manovra. Voglio evidenziare che, nonostante le navi militari siano fatte preferenzialmente per navigare in alto mare, nel c.d. blue water, sempre più oggigiorno le esigenze di carattere sociale ed umanitario impongono un impiego nelle shallow water; l’aver pertanto acquisito dimestichezza nel navigar nei fiumi è un altro importante valore aggiunto che potrà essere di ausilio per altri impieghi in futuro.

I prossimi progetti ed obiettivi legati all’Amerigo Vespucci, una realtà che va ben oltre la semplice figura della nave ma assume un aspetto “formativo” per le giovani leve italiane.

L’aspetto formativo degli allievi ufficiali è l’essenza stessa dell’Amerigo Vespucci. Nata infatti come nave scuola, continua ad assolvere questo ruolo fondamentale nell’iter formativo dei futuri Ufficiali di Marina da oltre 85 anni, contribuendo in maniera fondamentale alla formazione dei futuri Ufficiali di Marina e del personale nocchiere di bordo, che qui impara in maniera eccellente l’arte marinaresca e l’andar per mare. Cambiano i tempi e con essi la società è soggetta a dinamiche diverse; tuttavia i valori fondanti come l’etica, la fedeltà, la disciplina, l’onore ed il coraggio, valori a cui l’Ufficiale di Marina deve sempre tendere durante l’intero arco della propria carriera, rimangono immutabili e, forse proprio in virtù di questi repentini cambiamenti cui la società è sottoposta, acquisiscono oggi ancor più significato. L’Amerigo Vespucci riveste, proprio in virtù dell’esperienza e degli insegnamenti che tramanda da oltre 85 anni, un valore aggiunto insostituibile.