Alessandro Preziosi intervistato in anteprima da Genius-online.

Genius-online incontra in esclusiva Alessandro Preziosi, (alla prima di Cyrano de Bergerac  ad Ascoli Piceno) volto amato del ‘prime time’ televisivo e mattatore delle scene italiane. Dopo una folgorante carriera, oggi con il ruolo di Direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo, Alessandro affronta  il duplice ruolo di interprete e regista di Cyrano de Bergerac“, spettacolo che prevede una lunga tournée con più di ottanta repliche in oltre venti città italiane.

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Da Direttore artistico del Teatro Stabile d’Abruzzo (nominato a novembre 2011), come ci si sente nel doppio ruolo di chi si  appresta a dirigere ed interpretare “Cyrano De Bergerac” nella nuova prestigiosa produzione del TSA?

In realtà la produzione è KHORA, la società mia e di Tommaso Mattei si avvale della coproduzione del TSA ma questo è uno spettacolo che nasce fondamentalmente da me. Il doppio ruolo è sinonimo di molte responsabilità, però mi ha dato quello che ho sempre desiderato cioè la libertà di poter muovere una storia attraverso il suo protagonista senza rientrare in nessun canone teatrale, muovendomi con grande libertà.  E’ chiaro che quando poi si incontra anche l’apprezzamento e la considerazione del pubblico il cerchio si chiude. E’ stato un impegno improbo, faticoso e difficile, soprattutto a livello umano, dedicare il tempo a tutti i collaboratori, agli attori e a se stessi è stata ed è una grande esperienza ogni giorno

Da dove nasce la scelta del testo di Rostand?

La scelta nasce dalla voglia di far piangere e ridere lo spettatore, mettere insieme uno spettacolo quanto più popolare e far si che il teatro corrisponda alla società che viviamo oggi, una società meno intellettuale, meno concettuale e più semplice; il mio intento è far si che la gente si riappropri del valore del teatro, che è un valore di incontro anche artistico ma soprattutto umano. Questo testo aveva tutti i presupposti e le caratteristiche adeguate al nostro scopo.

in anteprima le foto dello spettacolo di Cyrano de Bergerac, realizzate dal foto-reporter Noemi Commendatore.

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Sei stato premiato nel 2010, quale Miglior Attore per l’interpretazione di “AMLETO” di W. Shakespeare, con la regia di Armando Pugliese. Si trattava del “Premio dedicato a VITTORIO GASSMAN” – Città di Lanciano – “I Teatranti dell’Anno 2010”, l’unico premio teatrale assegnato dal pubblico ai migliori artisti dell’anno.

E’ stato il frutto di un lavoro fatto porta  a porta per convincere le persone a votarmi… scherzi a parte!! E’  stato il frutto di un lavoro che svolgo giorno per giorno, ho grande rispetto per il pubblico, e questo significa faticare due volte tanto, perciò questo premio mi ha dato una soddisfazione infinita, mi sento veramente onorato, mai tronfio ma neanche ipocritamente sorpreso. Amleto è uno spettacolo a cui ho dato tantissimo e sono fiero del fatto che dovunque io vada, che sia Milano o Domodossola o  un piccolo centro il pubblico per me è sempre lo stesso, nutro veramente un grande rispetto per il mio pubblico.

Da Amleto a Cyrano, due ruoli molto diversi, dal dramma alla commedia sull’incapacità di amare e sull’epica sentimentale che andrà in scena dal 14 gennaio ad Ascoli Piceno. Ce ne parli? 

Beh da una parte l’Amleto è una cosa che si riflette dentro se stessa, lo spettatore fa molta fatica ad entrare nelle elaborazioni dialettiche, filosofiche, concettuali e psicologiche di un ragazzo che viene caricato da una responsabilità e non sa come agire o se agire. Cyrano invece è l’esatto contrario, è un uomo che agisce e reagisce immediatamente, consapevole di se stesso e dei suoi limiti che accetta, l’unica cosa che non accetta è “il sentirsi inadeguato”, ma alla fine supera anche quello attraverso il marchingegno teatrale, usando cioè qualcuno che parli al suo posto. Entrambi hanno questa bellissima caratteristica “in-teatrale”, ovvero realizzano all’interno del teatro delle rappresentazioni teatrali, Amleto lo fa mettendo in trappola la coscienza del re attraverso la messa in scena della compagnia teatrale ospitata a corte, e Cyrano lo fa addirittura scrivendo le battute ed insegnando a Cristiano come recitare la parte dell’innamorato.

Eppoi questa volta c’è anche la regia. Come ha scelto di rendere il testo poetico di Rostand? E in che modo ha voluto far procedere la messa in scena?

La poetica è arrivata da sé, sapevo che c’era in un certo punto sapevo che doveva arrivare in un certo momento piuttosto che in un altro, ma non ho mai veramente capito come si fa ad essere poetici quando si ha a che fare con un testo che è sempre tutto poetico. Mi ha aiutato il fatto di poter essere libero in scena e muovere addirittura gli elementi di scena, muovere l’attore e dirgli “fai così”, scrivere delle lettere li per li, quindi è stata forse la regia più azzeccata che potevo fare, una regia non solo esterna ma anche interna.

Tralasciamo per un momento il Cyrano e ripercorriamo assieme la ta carriera. Da figlio di avvocati, laureato in legge con 110 e lode, al grande successo di Elisa di Rivombrosa e ai grandi riconoscimenti teatrali. Una carriera prodigiosa per un giovane artista, com’è andata…? Rifaresti tutto

Rifarei tutto più lentamente, rifarei tutte le scelte che ho fatto, come fare teatro a scapito di alcuni impegni televisivi. Sono riuscito a realizzare un sogno e non è facile, sono stato molto fortunato, lo ammetto. Credo che questo mestiere da’ tantissimo a chi sa amare la vita, a chi sa accorgersi quanto la vita sia meravigliosa. E’ un mestiere che ti fa concentrare su se stessi, il segreto è essere aperto a ventaglio a tutte le cose meravigliose della vita.

Nel passato hai frequentato Trieste, come l’hai vissuta e che messaggio vorresti mandarle?

Tanti anni fa di giorno e di notte Trieste era sempre vuota, avevo una sensazione di una città che poteva essere vissuta solo da chi la ama veramente, da chi la conosce ed ha piantato là radici inestirpabili. Oggi a distanza di anni sono tornato da amici e per girare una fiction. Ho trovato una città molto più viva, perciò auguro a Trieste di continuare ad essere un catalizzatore di eventi culturali, di professionalità e serietà e di vivere un pochino più di notte e dare ai ragazzi un po’ più di vita. Viva Trieste, con tutto il cuore!

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di Francesco La Bella

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credits fotografici di

Noemi Commendatore. photographer  : www.noemicommendatore.it

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info: www.alessandropreziosi.tv | www.teatrostabile.abruzzo.it

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redatta da Arnon Debernardi  e Bettina Todisco