Al via la prima edizione di Trieste Next, Salone Europeo della Ricerca Scientifica

 

Al via venerdì 28 settembre “Trieste Next” primo Salone Europeo della Ricerca Scientifica, la tre giorni con oltre 150 eventi e protagonisti oltre 200 relatori in un format innovativo e multidisciplinare, che affiancherà convegni, lectio magistralis e conferenze a momenti di intrattenimento.

Focus di questa prima edizione è “Save the Food” dove Save è anche acronimo di Sostenibilità, Autenticità, Varietà, Esperienzialità: si parlerà di sicurezza alimentare, utilizzo degli Ogm, innovazione nell’industria agro-alimentare, neuroscienze, percezione del cibo e impatto sulla salute, disturbi alimentari.

Primo appuntamento alle 15 presso il Teatro Verdi con l’evento “Le nuove politiche europee della ricerca”, in cui si rifletterà su quale sarà il reale impatto della crisi sui finanziamenti alla ricerca e quali sono le strategie e i settori su cui l’Europa vuole puntare nel prossimo futuro. Aprirà l’intervento di Helga Nowotny presidente del Consiglio europeo delle ricerche (Erc).

Seguirà il confronto tra Diana Bracco, vice presidente Confindustria per la Ricerca e Innovazione e presidente Expo 2015 nonché tra i presidenti onorari del Comitato Scientifico del Salone e Stefano Fantoni, presidente Anvur – Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca. Modererà Paolo Possamai, direttore Il Piccolo.

Alle 18 si dibatterà di Open Access e Scienza 2.0 con Robert Darnton, direttore della Biblioteca universitaria di Harvard e celebre storico del libro, e Cameron Neylon, biofisico inglese, sostenitore della ricerca aperta a tutti in occasione della tavola rotonda: “Open Access per la comunicazione scientifica: diffusione sostenibile delle scienza e mondo digitale” (presso la Scuola Superiore di Lingue Moderne per vigrx plus results e Traduttori, Via Filzi 14). La domanda che ci si porrà è questa: è realmente possibile rendere i progressi della scienza accessibili a tutti e utilizzare il web per “liberare” il sapere? La questione è attualissima quanto stimolante e articolata e va a scontrarsi con resistenze corporative, interessi commerciali e problemi di privacy. Eppure c’è chi sostiene che sia ormai inevitabile un passaggio di tipo culturale e una ridefinizione dei modelli di business per combattere i monopoli e privilegiare il miglioramento della conoscenza.

Evento della prima serata di Trieste Next dedicato al tema “Le donne e la ricerca”  sarà la presentazione – prima in Italia – del libro  “I virus non aspettano. Avventure, disavventure e riflessioni di una ricercatrice globetrotter” della virologa di fama internazionale Ilaria Capua (ore 21 presso l’Auditorium del Museo Revoltella).

La virologa Ilaria Capua (Roma, 1966) è una di quelle figure che tutto il mondo ci invidia: dirige il Dipartimento di Scienze biomediche comparate dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie a Padova e coordina progetti di ricerca a livello nazionale ed internazionale. Nel 2000 ha sviluppato DIVA, la prima strategia di vaccinazione contro l’influenza aviaria. Nel suo libro “Avventure, disavventure e riflessioni di una ricercatrice globetrotter” con molta sincerità e una buona dose di ironia racconta che il mestiere del ricercatore non è solo microscopi, stanzette buie e libri, ma può rivelarsi un’avventura intensa ed esaltante. Ne emerge il ritratto a tutto tondo di una donna al tempo stesso normale e straordinaria, che non si prende troppo sul serio e non ama andare in giro a dire quanto è brava.