Al via il Pupkin Kabarett: la satira politica “culturale”

Riparte sulle orme del nuovo corso politico di Trieste la nuova scoppiettante stagione del Pupkin Kabarett al teatro Miela. Quali estrose bizzarrie stanno per saltare fuori dall’imprevedibile cappello del Pupkin Kabarett in questo caldo, anzi caldissimo, meteorologicamente autunno? La più irriverente e politically (in)correct compagnia teatrale della Venezia Giulia, inaugura ufficialmente – dopo un’estate movimentata, con l’affollatissima serata clou al Castello di San Giusto con oltre 1200 spettatori – lunedi 7 novembre 2011 la nuova stagione (di regola ogni secondo lunedì del mese tra novembre e maggio) cabarettistica al Teatro Miela di piazza Duca degli Abruzzi di Trieste. Accompagnati dal balkan sound della Niente Band, i cinque mattatori del Pupkin Kabarett, Alessandro Mizzi, Massimo Sangermano, Ivan Zerbinati, Laura Bussani e Stefano Dongetti, porteranno in scena sul palcoscenico del Miela, con il ben noto e graffiante sense of humour, le incongruenze, i malumori, e le magagne della società contemporanea, un ingrediente che il Belpaese non si fa mai mancare.

“In verità ci odiamo, siamo sempre sull’orlo della separazione, e quando stiamo troppo insieme non facciamo altro che pizzicarci come vecchi coniugi”, scherza la quota rosa del Pupkin, Laura Bussani, camaleontica interprete di gustosi personaggi femminili: dall’anziana Armida, alla cinesina dal triestino impeccabile che serve jota e sardoni in osteria, alla biondissima quanto svampitissima aspirante velina Maria Luisa Caciotta, sempre in attesa di essere “adottata” da qualche  papi socialmente utile, alla (poco) dolce metà nel radiodramma di coppia con Alessandro Mizzi, in cui mettono in scena l’eterno conflitto uomo-donna. “Questa sera debutterà, tra gli altri, in sintonia con la girandola di personaggi in bilico tra l’assurdo e l’improbabile, anche un nuovo duo – aggiunge, senza peraltro sbilanciarsi per non rovinare l’effetto sorpresa – che ha a che vedere con fatti politici recenti, ma con radici in un passato piuttosto remoto”.

La rassegna stampa locale al vetriolo del castigamatti Massimo Sangermano, gli sketch surreali, i monologhi, i dialoghi tra il serio e il faceto. E naturalmente la politica, che offre sempre spunti a volontà, mare pescosissimo per le elucubrazioni intelletual-stravaganti di Stefano Dongetti, autore assieme a Mizzi della maggior parte dei testi. “Anche se in verità non è semplicissimo trovare, pur mantenendo in linea generale il format abituale, sempre nuovi temi e spunti per non essere ripetitivi e autoreferenziali”, racconta Dongetti, anticipando il tema politico che passerà sotto la lente dell’irriverente cast di attori. Geneticamente programmati per bacchettare a 360 gradi tutte le sfumature dell’establishment, si preparano ora a fare le pulci al nuovo corso politico cittadino.

“Ci dedicheremo inevitabilmente a raccontare le gioie (ci piacerebbe) e i dolori (di meno) della nuova stagione comunista della città”, spiega, confermando inoltre la presenza più o meno stabile degli ospiti, tra cui il dottor “Divago”, ovvero l’opinionista opinabile Rado Strukelj, il cantautore Stefano Schiraldi, e il trasformista Flavio Furian.
Biglietti per i posti numerati in vendita alla biglietteria del teatro da lunedì e sabato (17-19) oppure in prevendita su www.vivaticket.it.