Intervista a Marina Monassi, presidente dell’Autorità Portuale

Un Porto eccezionale che non ha ancora sviluppato tutte le sue possibilità

La filosofia delle regole, del gioco di squadra e della responsabilità

Mi interessava per molti motivi conoscere di persona il Presidente dell’Autorità portuale di Trieste Marina Monassi e farle una intervista. Innanzitutto – potrà sembrare banale – per il fatto che anche lei, come me, non è di Trieste, ma si trovi da tempo ad operare in questa città dove non è nata. Per molti versi Trieste è una città accogliente e abituata alla gente da fuori, in qualche caso però è anche sussiegosa e un po’scettica sui forestieri.

Il secondo motivo è dato dalle frequenti tirate nei suoi confronti del quotidiano locale. Sono fortemente attratto dalle persone che vengono continuamente attaccate sulla stampa. Desidero conoscerle perché so che, nella stragrande maggioranza dei casi, gli attacchi sono pilotati. Ne so qualcosa io a Vita Nuova. Ecco quindi un altro motivo di interesse.

Infine, volevo conoscere meglio il Porto, questa grande realtà di Trieste su cui ho letto tanto e anche pubblicato su Vita Nuova tanto. C’è chi lo dava per moribondo. Chi per già defunto. Chi ne vede le possibilità ma anche le limitazioni dovute ad una mancanza di gioco di squadra in questa città. C’è anche chi scommette, eccome, su questa realtà.

Ne è nata una intervista interessante e brillante, fatta di risposte brevi e concrete, come mi sembra essere il carattere del Presidente Monassi. Una persona attenta alle cose da fare, a come farle e, soprattutto, a come organizzare le cose perché si facciano.

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Presidente Monassi. La stampa locale spesso etichetta senza far conoscere le persone, trafigge e crocifigge senza approfondire. Noi vorremmo approfondire e far conoscere, a cominciare da lei, dalla sua persona. Può parlarci della sua famiglia di origine?

L’ambiente in cui sono cresciuta lo potrei definire “militare”.. in quanto nipote e figlia  di ufficiali. La mia famiglia paterna è profuga dall’Isonzo  nella prima guerra mondiale e dall’Istria nella seconda. I miei nonni con i cinque figli si trasferirono a Genova dove mio nonno scrisse diversi trattati sul “Giri di Bussola”.  Mio padre, nel periodo bellico è stato imbarcato sugli incrociatori Garibaldi e Duca degli Abruzzi. Dopo avere comandato la squadra navale ha finito la carriera come Capo di Stato Maggiore della Marina Militare. Il mio particolare affetto verso mio padre, ancora oggi, vive dentro di me a tal punto che mi rende difficile accettare la sua scomparsa. Per quanto riguarda le “donne di casa”, mi riferisco a mia madre tarantina e mia nonna napoletana, sono state fondamentali per trasmettermi la gioia delle piccole cose e la serenità di giudizio. L’ambiente militare mi ha consentito di potere praticare molti sport, stare assieme a ragazzi con i miei stessi problemi, quest’ultimi dovuti ai frequenti trasferimenti della famiglia.

Quali atteggiamenti morali ha appreso in famiglia a cui si sente particolarmente legata e che le sono serviti nella vita?

Il senso dello Stato che appartiene totalmente alla figura di mio padre e la Fede. “La Fede come grandissima ricchezza che ti dà la forza di superare qualsiasi difficoltà”.

Ci può dire qualcosa della sua gioventù, dei suoi studi, dei suoi interessi giovanili?

Ho studiato presso il liceo classico Mamiani di Roma. Mi ricordo la mia curiosità nel comprendere l’attiva di assemblee studentesche dei miei compagni di fine corso. Il mio percorso formativo continua all’università presso la facoltà di biologia. Il mio sogno nel cassetto era quello di diventare Carabiniere a cavallo, per quei tempi non realizzabile. I miei interessi giovanili sono stati quelli di tutti i giovani di quell’epoca e della mia età.

Di cosa si occupa quando ha un po’ di tempo libero?

Amo molto gli animali e di riflesso vivo con loro la natura e la campagna.

Della sua carriera percorsa finora cosa ricorda come periodo di particolare importanza per la sua formazione o per i servizi resi?

La partecipazione al corso/concorso indetta dalla Presidenza del Consiglio attraverso la Scuola superiore della Pubblica Amministrazione. Un corso durato tre anni che ha portato al superamento del concorso e alla scelta del mio inserimento al Ministero della Marina Mercantile. Oggi, scorporata tra Ministero dei Trasporti e Ministero dell’Ambiente. Di certo gli anni della formazione alla pubblica amministrazione hanno lasciato il segno, insegnandomi il metodo che ho poi applicato a tutte le esperienze professionali. Un metodo che poggia saldamente sul rispetto delle regole is genf20 hgh dangerous.

Ho letto critiche sulla sua laurea in biologia. Perché mai una laureata in biologia non potrebbe guidare il Porto di Trieste? Lei lo ha capito?

Ai dubbi sulla mia preparazione professionale rispondo con quanto detto alla precedente domanda.

Ci dice qualche uomo politico che ha conosciuto e a cui è legata per le sue qualità? 

Tutta la mia carriera è stata  a contatto con politici della prima e seconda repubblica, dato gli incarichi di responsabilità ricoperti nella Pubblica Amministrazione. Però, avendo avuto chiaro e forte il senso dello Stato, ho lavorato sempre in autonomia.

Avrebbe pensato di  fare quello che ha fatto?

E’ stata tutta una sequela di situazioni nelle quali le mie scelte sono state, a mio avviso, “fortunate”.  Credo di avere ancora adesso una forte motivazione a realizzare i miei sogni.

Il fatto che lei sia di Roma non so perché ma dà fastidio a molti. Lei cosa ne pensa?

La mia residenza romana risale al 2001, per stare vicino a mia madre. Questo non interferisce minimamente sul mio incarico di Presidente dell’ autorità Portuale di Trieste.

Il principale quotidiano della città di Trioeste si chiede molti “perché” sulla sua nomina all’Autorità portuale. Vuole aggiungere qualcosa?

La mia candidatura è stata posta dalla Camera di Commercio di Trieste, dalla Regione Friuli Venezia Giulia. A sua volta è stata presentata al Ministro dei Trasporti della Repubblica Italiana che mi ha nominata.

L’attività portuale è in aumento o in diminuzione? Anche su questo la stampa locale non trasmette un messaggio positivo?

Credo che la risposta si possa evincere da quanto è stato pubblicato su questo argomento dal principale giornale economico italiano, Il Sole 24 ore, di pochi giorni fa.

Su quali punti si è concentrata appena arrivata al posto che ora occupa?

Ricostruire una squadra nell’Autorità portuale anche attraverso massicce iniezioni di gioventù. Giovani da formare inserendoli in funzioni operative, creando dei presupposti per la dirigenza del Porto di domani.

A che punto siamo con la Piattaforma logistica?

Il finanziamento del Cipe e la gara in corso hanno fatto uscire la piattaforma dalla fase progettuale. Abbiamo dato il pari avanti tutta e crediamo che insieme con il potenziamento delle strutture container la piattaforma logistica sarà un eccezionale asso da giocare sui mercato dei centro e dell’est Europa.

Secondo il quotidiano locale lei si sarebbe aumentata lo stipendio di una notevole cifra … 

Gli stipendi dei Presidenti delle Autorità Portuali sono stabiliti con decreto del Ministro dei Trasporti. Quindi è impossibili aumentarli o diminuirli.

Quali sono le qualità che lei apprezza di più nei suoi interlocutori e collaboratori?

Apprezzo nei miei interlocutori l’allegria e la franchezza. Per quanto riguarda i miei collaboratori il lavoro di squadra è alla base di ogni sfida. La condivisione delle scelte avviene attraverso una continua interazione tra tutti coloro che sono competenti in materia. Ovviamente, la decisione finale e la relativa responsabilità sono mie.

Dalla vetrata della Torre del Lloyd si ha una magnifica veduta sul Porto di Trieste. Come lei mi ricorda, ha una estensione maggiore anche di quello di Genova. Lei che visione ha del Porto? Come se lo immagina in sintesi?

Ho la visione di un porto eccezionale che non ha ancora sviluppato le sue potenzialità, che sono immense. Attualmente, il Porto di Trieste, registra un incremento dei traffici in continuo aumento, e ci vede estremamente impegnati affinché questo momento possa essere sfruttato nei migliori dei modi. Farò di tutto perché ciò accada.

Certamente, dato il periodo, avrà fatto delle operazioni di razionalizzazione del bilancio … dove è intervenuta in modo particolare?

L’Autorità portuale ha compiti specifici fissati per legge, e non sono quelli di “risparmiare ma di spendere bene” per far sì che l’impresa – Autorità Portuale di Trieste –  funzioni con l’obiettivo di aumentare cosi gli investimenti ed il lavoro. Deve far rendere il territorio che le è affidato dallo Stato e deve promuoverlo affinché renda sempre di più alla collettività, produca ricchezza e occupazione.

Oggi i problemi occupazionali sono molto sentiti. Come vede il futuro dei lavoratori del Porto?

Se i progetti in atto non incontreranno  ostacoli insuperabili (per quelli valicabili siamo abbastanza ben addestrati) i riflessi occupazionali saranno visibili a tutti. In parte lo sono già.

Quali sono i maggiori ostacoli che lei vede davanti al proprio progetto?

I maggiori ostacoli sono rappresentati da.. “una cupola che ogni volta che noi tentiamo  di rompere si ricuce sopra di noi…!”.