Giuseppe Ghedina: l’illusione del limite attraverso la fotografia.

Nasci in una famiglia di fotografi che, da quello che si evince dalla tua biografia, ha sempre gravitato attorno a Cortina. Come è cambiata la Stella delle Alpi negli anni?

La stella non brilla più come una volta, questo è sotto gli occhi di tutti. Elencare le lacune di Cortina mi sembra banale, tanto sono evidenti. I Mondiali di Sci del 2021 rappresentano l’ultima possibilità per un cambio di direzione ma non credo che un evento sportivo possa risolvere i problemi. Negli ultimi anni Cortina è stata completamente ferma ad aspettare la candidatura, colmare il divario che si è creato con i nostri vicini sarà un lavoro molto lungo e impegnativo. Ma Cortina è Cortina…. Nonostante tutto non ha perso il suo fascino, Cortina ha qualcosa di magico che va ben oltre a quell’immagine di mondanità che spesso e troppo le viene attribuita. La bellezza salverà il mondo, la bellezza della natura salverà Cortina.

 

Passo Giau

 

Tuo nonno è stato uno dei pionieri della fotografia a Cortina ma dici che è la montagna ad averti avvicinato al mestiere. Com’è successo?

Le montagne di casa sono state la mia prima passione. Ho iniziato a esplorare le Dolomiti da giovane, spesso da solo. Portavo con me una piccola macchina fotografica. È iniziato tutto così. Ora quella piccola macchina fotografica è diventata uno zaino di 10 chili spesso ingombrante ma sempre presente.

Com’è cambiata la professione del fotografo con l’introduzione delle nuove tecnologie?

Professionalmente la mia attività di fotografo è iniziata nel 2006, quindi già nell’era digitale.
Le nuove tecnologie hanno reso la fotografia molto più semplice ed accessibile, il professionista per restare tale si deve distinguere puntando sempre sulla massima qualità e su settori dove la sola attrezzatura non è sufficiente ma dove contano le capacità e le conoscenze tecniche unite ad un costante aggiornamento e sperimentazione per poter gestire fin da subito le nuove tendenze.

Sei cofondatore di TOPVIEW. Come è nata l’idea e quali sono i suoi punti di forza? Cosa differenzia il tuo progetto da Google Street View?

Ho sempre creduto nella potenzialità della fotografia panoramica e ho seguito un programma di formazione di Google Business View, la versione commerciale di Street View. Con il mio collega Toni Bornacin, Social Media Manager e Web Specialist, abbiamo pensato di portare la tecnologia di Street View sulle piste da sci ed è nato così il nostro primo prodotto TOPVIEW SKI, sviluppato e realizzato dapprima sulle piste di Cortina e ora adottato da tutto il comprensorio DOLOMITI SUPERSKI.
Fatta eccezione per alcuni progetti specifici, come per esempio la scalata virtuale a El Capitan in Yosemite, Google Street View punta sulla quantità tramite procedure automatiche e prodotti standardizzati. TOPVIEW punta sulla qualità e sulla personalizzazione dei progetti per poter soddisfare le esigenze più diversificate.

TOPVIEW è una tecnologia legata al mondo di Google, ci racconteresti come si crea un archivio come quello di Google Street View e quanto lavoro è necessario per realizzarlo?

TOPVIEW e Street View utilizzano immagini sferiche, fotografie panoramiche che portano l’utente al centro della scena ripresa permettendo una visione totale della zona circostante. Per realizzare un’immagine sferica possono bastare pochi secondi e uno smartphone, naturalmente la procedura che segue Topview è ben diversa e comprende attrezzature fotografiche professionali e numerosi software. Oltre al tempo impiegato per lo shooting possono essere necessarie diverse ore di post produzione per una singola immagine.

 

 

Sia Street View che TOPVIEW raccolgono immagini provenienti da luoghi talvolta impervi, in particolare in montagna. Quanto è difficile realizzare delle immagini del genere e soprattutto come fai?

La grande passione per la montagna mi ha offerto grandi possibilità come la partecipazione a spedizioni alpinistiche o la collaborazione come volontario del Soccorso Alpino. Cerco di sfruttare queste esperienze nell’ambito fotografico. Dopo le piste da sci abbiamo portato TOPVIEW sulle Vie Ferrate ottenendo immagini veramente spettacolari. Per realizzare immagini in parete cerco di ridurre al minimo indispensabile l’attrezzatura in base alle difficoltà del percorso.

Nel sito online di TOPVIEW viene detto che le vostre tecnologie possono essere messe al servizio anche di attività commerciali. Ci spieghi come, con quali vantaggi e soprattutto chi sono, attualmente, i vostri clienti?

Se aziende come Google e Facebook puntano e sviluppano prodotti basati sulle immagini sferiche e quindi sulla realtà virtuale, credo sia un buon motivo per investire in questa tecnologia. Web e Social Network offrono una grandissima visibilità ma per sfruttare questa pontezilità è fondamentale conoscere gli strumenti adatti e realizzare dei contenuti di qualità da condividere, questa è la missione di TOPVIEW. I campi di applicazione della realtà virtuale sono infiniti, sicuramente in ambito turistico trova i più ampi consensi. I nostri maggiori clienti sono infatti aziende legate allo sviluppo del turismo e valorizzazione del territorio.

 

 

Raccontaci la storia della tua fotografia preferita.

Non sono mai completamente soddisfatto, mi definiscono un perfezionista, credo che tutto si possa migliorare. Se l’attesa del piacere è essa stessa il piacere, il bello della fotografia è soprattutto immaginare il prossimo scatto e riuscire a vedere la fotografia nella nostra mente ancor prima di realizzarla.

 

www.giuseppeghedina.com
www.topview.tech

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