Quando la passione parla, il resto tace. Maddalena Mayneri racconta “Cortinametraggio”, il più celebre festival del corto italiano

Grinta, forza, passione e…tanto impegno. Queste le caratteristiche che elencherei per descrivere Maddalena Mayneri, se dovessero chiedermi quali siano i segreti per organizzare e fare crescere un festival di successo come quello di “Cortinametraggio”, giunto alla sua dodicesima edizione. Un biglietto da visita confezionato alla perfezione dalla Presidentessa che è al contempo ideatrice e anima di uno dei più celebri festival del cortometraggio dedicato, da anni ormai, esclusivamente al made in Italy. Perché lei nella creatività tutta italiana ci crede fortemente e la fama di “Cortinametraggio” le dà ragione.

Maddalena, quest’anno è particolarmente significativo per “Cortinametraggio” perché segna i vent’anni dalla nascita del festival. Quali sono le emozioni che hai provato e le soddisfazioni più grandi che hai ricevuto in tutti questi anni?

Se guardiamo al fatto che “Cortinametraggio” è nato nel 1997, che i festival di allora erano pochissimi – circa 4 o 5 conosciuti in tutta l’Italia – e che siamo riusciti a resistere per tutti questi anni a discapito degli altri festival che, ahimè, non esistono da molto tempo ormai…posso ritenermi davvero soddisfatta! Certo, c’è stata una sosta che è durata dieci anni perché nel frattempo sono riuscita a portare a Trieste un altro festival. Ma essere riuscita nel mio obiettivo iniziale di continuare nello scouting, riprendendo da dove ci eravamo fermati nel 2010, e vedere il festival crescere in maniera spropositata sono indubbiamente le mie soddisfazioni più grandi. E poi è emozionante veder crescere questi registi che erano venuti al Festival nel ’97 e ’98, quasi come vedere crescere un bambino. Non ultimo, per esempio, Cosimo Alemà che adesso è il Direttore artistico della sezione Videoclip di Cortinametraggio e che era presente con un suo corto nel 1997. O ancora Paolo Genovesi, Luca Miniero, Massimo Cappelli, Max Croci…tutti registi che parteciparono nei primi anni e che continuano ad accompagnarci da molti anni. Lo stesso Alessandro Preziosi quando partecipò alla prima edizione era un giovane attore noto soprattutto a livello televisivo perché recitava nella soap ‘Vivere’. Oggi è diventato un attore di grande fama e sarà presente in veste di giurato della sezione ‘Corti’. In questi giorni, tra l’altro, si sta già impegnando molto per vederli tutti. (fine febbraio,

Quindi i giudici visionano tutto in anticipo?

Sì, le giurie di ogni sezione stanno già visionando i corti e si preparano in anticipo perché non tutti hanno la possibilità di vederli al cinema e di essere presenti i primi giorni. Poi solitamente il venerdì pomeriggio (ultimo giorno del festival, ndr) si riuniscono in conclave e decretano i vincitori.

Che cos’è cambiato in “Cortinametraggio” dal 1997 ad oggi?

Innanzitutto, è cambiato moltissimo il livello dei corti. Ma il più grande cambiamento l’ho apportato io. Infatti, quando nacque “Cortinametraggio” e, negli anni a venire, prolificavano a dismisura festival fatti sulla falsariga del nostro e, per di più, presentavano tutti cortometraggi inediti e per la maggioranza internazionali. Così, quando nel 2010 eravamo ritornati in pista avevo deciso che “Cortinametraggio” sarebbe stato un festival solo italiano, per aiutare il nostro cinema, in cui io credo fermamente! E mi sono accorta che di anno in anno i corti sono sempre più belli e di un livello sempre più alto. Ci sono, per esempio, molte scuole superiori. I ragazzi fanno la gavetta e non ci sono più solamente corti sperimentali.

Hai in mente qualche evento particolare per festeggiare il ventesimo compleanno del festival?

C’è “qualcosa che bolle in pentola” ma sarà una sorpresa…Sono previste, come sempre, serate conviviali ed eventi organizzati a latere del Festival presso il Grand Hotel Savoia e avere il prezioso contributo della Galleria Contini, che è uno degli sponsor principali, mi rende molto orgogliosa.

Quali sono le novità di questa XII edizione?

Da quest’anno la grande novità è rappresentata da una sezione esclusivamente dedicata ai videoclip e ce ne sono tanti davvero molto belli. Si tratta di videoclip già editi e ritengo che sia un’ottima opportunità per aprire una porta finora rimasta chiusa. Anche questa scelta nasce dalla volontà di aprirci quanto più possibile ai giovani e dar loro lo spazio che meritano. Comunicare e trasmettere delle emozioni non è facile in una manciata di minuti quindi prepariamoci perché ne vedremo delle belle.

Pensando a “Cortinametraggio”, mi viene spontaneo fare un parallelismo tra Sanremo e il Festival della musica italiana e Cortina d’Ampezzo e il festival del corto italiano (e molto altro chiaramente…). Come mai hai scelto proprio Cortina?

La scelta di Cortina è in parte legata alle mie origini perché io sono per metà ampezzana. Inizialmente, non è stato proprio semplice. Gli animi erano un po’ ostici a tutto questo afflusso di personaggi del cinema. Ma quando nel 2010 decisi di riprendere “Cortinametraggio”, è stato, per così dire, un grande ritorno perché gli ampezzani mi hanno accolta con entusiasmo. Pensa che ho ricevuto uno splendido augurio di “Bentornata” da parte della cittadinanza e dal comune di Cortina che per un ulteriore anno ci sostiene e supporta anche nell’organizzazione. Lo stesso logo che scelsi a rappresentare il festival (ride, ndr) era stato accolto con simpatia e affetto perché parte proprio dall’idea di un’unione simbolica felice: un pesce rosso, dello stesso colore del simbolo della città – lo scoiattolo rosso – che stringe amicizia con lo scoiattolo! In una parola, il mare che incontra la montagna, l’affetto e il legame di queste due anime che convivono anche in me. E poi non è difficile immaginare alla scelta di Cortina che è un vero gioiello, non per altro viene definita la perla delle Dolomiti.

Quanto conta per la futura carriera di un “nuovo volto” del cinema o di un giovane regista che vuole farsi conoscere essere presenti a “Cortinametraggio”?

Innanzitutto ci tengo a sottolineare, come ho già detto prima, che il nostro intento è quello di fare scouting. Quindi per un regista poco conosciuto è importantissimo partecipare al festival! È proprio andando alla ricerca di nuovi talenti e creando l’opportunità di incontri tra i protagonisti del festival e coloro che stanno crescendo e vogliono farsi conoscere, o ancora tra i registi giovani e quelli già molto noti in Italia, a costituire una “occasione più unica che rara”: tutti i partecipanti sono a stretto contatto e hanno la possibilità di parlarsi, scambiare idee e cogliere opportunità di collaborazioni future.

È un po’ come un incontro business to business tra le aziende…

Esattamente, è un momento di relazioni pubbliche fondamentale. “Cortinametraggio” è una vetrina che contribuisce a dare quella visibilità necessaria a farsi conoscere e per noi è un’enorme soddisfazione vedere come un regista nasca, cresca e diventi famoso. Credo poi che sia emozionante per i registi giovani veder proiettato un proprio corto davanti a un pubblico di esperti come quello di “Cortinametraggio” e non solo. Infatti, tra i partecipanti ci sono spesso dirigenti di grandi aziende che, se interessati ai lavori proposti, possono dare la possibilità ai giovani di realizzare per loro spot pubblicitari o cortometraggi o, perché no, fare da sponsor per i loro progetti futuri.

Qual è stato, secondo te, l’impatto che il festival ha prodotto in questi anni su Cortina d’Ampezzo in termini di visibilità o gli effetti sull’indotto economico?

Cortina ha ricevuto molto dal festival e, a mio avviso, l’impatto sull’indotto turistico è stato assolutamente positivo. Basti pensare all’enorme flusso di personaggi famosi, registi, attori, partecipanti, appassionati di cinema, ai giornalisti, al “tutto esaurito” negli alberghi e ai diversi eventi organizzati nella cornice del festival per comprendere i benefici prodotti sull’economia ampezzana nella fase di chiusura della stagione invernale. Lo stesso vale per la visibilità. Il festival attira molta stampa di settore e non solo. Inoltre, la partecipazione stessa della RAI, che è il nostro Main Media Parter, o della Mediaset, permette a “Cortinametraggio” di avere una grande risonanza mediatica e, di conseguenza, di dare grande visibilità anche a Cortina d’Ampezzo, che già di per sé fa parlare per la sua bellezza.