Michele Braga Cortinametraggio 2017

Musicista autodidatta, Michele Braga nasce a Roma nel 1977 e, fin dalla prima infanzia, mostra di non avere pregiudizi verso alcun genere musicale. Cresce, infatti, apprezzando culture musicali più disparate: dalla musica hard rock ai preludi di Chopin, dalla pop music anni ’80 ai giri armonici dei cantautori italiani.

Gran parte dell’attività di Michele Braga è dedicata al cinema: ed è proprio quando inizia a scrivere per il grande schermo che decide di perfezionare lo studio della composizione e dell’orchestrazione con il Maestro Alessandro Cusatelli.

1. Un Festival come Cortinametraggio che rappresenta una vetrina x i giovani artisti, quanto aiuta i filmmakers esordienti a farsi conoscere? 

Per i giovani registi i corti sono importantissimi, ed avere dei luoghi fisici dove poter concorrere con il proprio lavoro e dimostrare le proprie qualità artistiche è vitale. Il mio primo lavoro con Gabriele Mainetti ad es. è stato proprio un corto, si chiama Basette, e sul web è diventato un vero e proprio “cult”.

2. Come vedi il futuro delle produzioni cinematografiche e musicali a basso budget?

Le produzioni musicali a basso budget in Italia sono diventate, ormai da tempo, l’unica via per provare ad emergere. Esistono delle ottime professionalità e dei grandi talenti, e la tecnologia permette di registrare e missare un disco con dei budget che un tempo sarebbero stati impensabili. Il vero problema sono la promozione ed i canali di distribuzione, che controllano l’ultima anello di questa filiera completamente sbilanciata a danno dei creativi e degli autori. Per il cinema il discorso è simile ma un po’ differente. Fare cinema con la C maiuscola con budget bassissimi è quasi impossibile, salvo alcuni rari casi. I corti (che per quanto basso hanno comunque bisogno di budget) restano un ottima strada per i giovani filmmakers per dire la loro e cercare di emergere. Per questo è importante che Festival come Cortinametraggio continuino un’attenta attività di selezione e valutazione, per dare visibilità ad una forma di arte che altrimenti non avrebbe visibilità.

3. Hai prestato e presteresti la tua professionalità per aiutare i giovani lavorando a titolo gratuito in un corto/video?

Certo! Quando ho la possibilità e mi viene proposto un progetto interessante cerco sempre di dare il mio contributo artistico, compatibilmente con i miei impegni professionali.

4. Quanto conta la tecnica imparata nelle scuole di recitazione e nelle accademie di musica e quanto il talento naturale?

Domanda da un milione di Euro. Senz’altro contano la passione e l’amore per il nostro lavoro, senza i quali non vai da nessuna parte. Tarantino dice che se ami il cinema incondizionatamente,  con tutto te stesso, puoi essere un regista. Non so se ha ragione, però esprime bene un concetto: alla base ci dev’essere la passione, la passione ti porterà poi a sviluppare il tuo talento, a studiare, ad approfondire ed a cercare, con tutto te stesso, di migliorarti.

Michele Braga
Music Composer, Producer, Orchestrator
Per sapere di più: www.michelebraga.com