Srebrenica, 11 luglio 1995. Gli uomini del generale Ratko Mladić entrano nella cittadina e compiono una strage dalle dimensioni gigantesche. 8372 persone, per lo più uomini adulti e bambini, verranno trucidate in nome di una operazione militare – che assumerà i tratti di una ben più studiata pulizia etnica – all’interno della guerra nei Balcani.

I droni da guerra sono l’ultima frontiera dei militari per condurre operazioni lampo brevi e letali. Fanno però moltissimi danni collaterali e cozzano con il diritto in diversi ambiti: scopriamo perché.

In un mondo ad alta definizione, in mezzo a registrazioni perfette ma prive di anima, l’errore diventa, o torna ad essere, una risorsa fondamentale per il valore dell’esecuzione.